"Ognuno di noi ha dei momenti nella vita più o meno importanti .
Alcuni sono impossibili da scordare.
Naturalmente li ho anch'io e voglio condividerli con voi ..." ROSSANO
Al certo momento, la storia, alcuni episodi personali e la vita musicale diventano un libro.
E così, nell'ottobre del 2025, viene pubblicato il primo libro di Rossano, "Melodie di vita e sogni - Storia di un ragazzo con la fisarmonica sulle spalle".
Questa autobiografia racconta la vera storia del musicista, fisarmonicista e cantautore sardo-italiano.
Nato in una famiglia numerosa e povera, ripercorre il suo percorso dall'infanzia ai primi passi nel mondo della musica e al raggiungimento dei suoi obiettivi creativi. Sullo sfondo, i continui cambiamenti nella vita delle persone in Sardegna e in Italia dal dopoguerra a oggi.
Il libro unisce ricordi personali e testimonianze sociali con i personaggi reali, offrendo una prospettiva autentica sull'epoca e inviando un messaggio di speranza ai giovani: con dedizione e perseveranza, anche i sogni più sfrenati possono diventare realtà.
Tutte queste storie sono raccontate integralmente in questo libro, che merita l'attenzione di tutti.
Vi offriamo una sintesi delle storie descritte nel suo libro.
CIRCO
Mi è sempre piaciuta la musica, passione ereditata da mio padre che suonava l’armonica. Tutto iniziò quando, da ragazzo, scappai di casa per seguire un Circo Sardo.
Da lì cominciò il mio lungo studio della fisarmonica.
Lavoravo e studiavo musica, e mio padre mi portava spesso agli spettacoli del circo: il pony “Paolino”, gli acrobati, gli animali… ma soprattutto il clown “Mariuccio Bello Bello”, uno dei fondatori. Adoravo le sue battute, che ancora oggi ricordo.
Un giorno, mancava chi suonasse per gli acrobati. Qualcuno fece il mio nome: avevo solo 12 anni. A casa mia si presentò Mariuccio in persona, convinto di trovare un musicista adulto. Vedendomi, dubitò un po’, ma durante lo spettacolo, appena iniziai a suonare, esclamò: “Dai fuoco, ragazzo, sei bravo!”.
Da allora mi chiamava ogni volta che il circo tornava a Capoterra. Erano i miei primi guadagni: mille lire a spettacolo (oggi circa 100 euro).
Anni dopo, in ospedale per un intervento, conobbi per caso il pronipote di Mariuccio Bello Bello, “Roccia”, oggi proprietario del Parco Giochi al Poetto di Cagliari.
Fu un incontro pieno di ricordi affettuosi e di nostalgia per quell’arte meravigliosa del circo sardo.
E in quell’incontro casuale, tra ricordi e nostalgia, capii che certi fili invisibili della vita — come la musica e il circo — non si spezzano mai.
IL BIGLIETTAIO
Ognuno di noi vive momenti indimenticabili.
Uno dei più importanti della mia vita musicale risale a quando avevo circa 10 anni: fui invitato dalla Rai – Radio di Cagliari a esibirmi nella trasmissione “Fisarmonicisti isolani”, accompagnato dal mio Maestro di musica, il Prof. Salvatore Pili. Suonai vari brani classici per oltre venti minuti, e nei giorni, settimane successivi il programma fu ritrasmesso a lungo.
Fu un’esperienza bellissima, ma ciò che ricorderò per sempre fu l’incoraggiamento di una persona semplice: il bigliettaio del pullman di Capoterra, Sig. Eliseo Collu.
Il giorno dopo la trasmissione, si fermò per strada solo per farmi i complimenti; qualche tempo dopo, quando mi rivide sul pullman diretto a Cagliari per la lezione di musica, si rifiutò persino di farmi pagare il biglietto. Il suo gesto mi riempì di gratitudine e orgoglio.
Ringrazio di cuore il mio Maestro Salvatore Pili, bravissimo fisarmonicista sardo, che grazie al suo vasto archivio mi ha donato la registrazione della mia prima esibizione su Rai-Radio, la prima di molte altre.
Il bigliettaio - Sig. Eliseo Collu
(il bigliettaio di pullman di Capoterra)
"PARVA FAVILLA"
C'era un uomo che aveva un negozietto in Corso Gramsci a Capoterra , lo chiamavamo - Sig. Piu.
Vendeva dolcetti , pastine ... e anche giocattoli .
Però , a lui piaceva insegnare ai bambini cantare e recitare .
A lui serviva un accompagnatore per preparare spettacoli .
Quindi , un giorno venne a casa mia per parlare ai miei genitori , se potevo far parte di questa "Parva Favilla" (avevo circa 10 anni).
Certamente loro accettavano .
Mi diede un programino di canzoni (alquni scritti da lui ) e io cominciai a studiare .
C'erano i "cantanti" di diverse età . Non ero abituato a questo tipo di esibizioni , ma fece in fretta ad imparare .
Qualcuno non riuscivano a intonare bene canzoni , mi facevano ridere , pensavo , che così non potevano cantare al pubblico e mi rivolgevo a Sig. Piu e pensava lui al ruolo che potevano svolgere .
Ricordo che a qualcuno l'aveva fatto recitare anche in cinese .
Dopo le prove - caramelle a volontà
"Parva Favilla"
LE LETTERE
L'altro giorno ho visto per caso di nuovo queste bellissimi ricordi - le lettere.
Queste lettere sono molto preziose per me.
Ho iniziato ad insegnare musica all'età di 16 anni, su consiglio del mio Maestro Salvatore Pili (secondo lui potevo già mettere a disposizione le mie competenze musicali, ricordo che gli risposi “Maestro, secondo lei ho una faccia da insegnante?” e lui: “Sei modesto”)
Ho insegnato a bambini e adulti, non c'era soltanto uno strumento, erano: fisarmonica, chitarra classica, organo elettronico, tastiera.
Insegnavo in molte città vicine e ovviamente a Cagliari. Avevo una scuola di musica con molti allievi. Tra cui il più piccolo aveva 5 anni di Capoterra e adulti di diversa età, anche le suore, visto che insegnavo musica ai bambini in una scuola elementare a Cagliari in via Montello.
È un lavoro meraviglioso essere un insegnante, ho amato e amo i miei studenti, alcuni di loro suonano ancora oggi. Ma la cosa più bella in questo lavoro è sicuramente di essere ripagati con lo stesso amore, sentire di non aver vissuto invano e penso, sono sicuro, che un giorno uno di loro mi ricorderà con le stesse belle e gentili parole, che hanno scritto tanti anni fa su questi fogliete di carta, su queste lettere.
Alcune di queste lettere